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...dal sito ufficiale di Nuovi Orizzonti

venerdì 20 novembre 2009

Cosa penso del 2012?

Sul 2012 sono molte le cose che si dicono. Mi ha fatto sorridere un bel servizio delle Iene a riguardo che smentisce tutte le ipotesi apocalittiche del caso… Ma a me sinceramente colpiscono solo le parole di Gesù in Mt 24,36 e Mc 13,32: “Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre”. Anche i versetti successivi sono molto importanti: “State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare. Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!» (Mc 13,34-37). In Matteo 24 addirittura ammonisce perché non si ascoltino “falsi profeti”: “Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto”.

In base a quanto Gesù stesso dice per me non è possibile fissare date di nessun genere! Prima di tutto, pur avendo progetti a lungo termine e una gestione ordinata della propria vita, bisogna imparare a vivere l’attimo presente come l’ultimo e come l’unico! In secondo luogo è importante vivere con la tensione nel cuore di poter sempre incontrare il Signore nella nostra giornata, diffidando da tanti che sono apocalittici e catastrofici o che addirittura come “certe religioni” fissano date della fine dei tempi che puntualmente vengono poi smentite dalla storia e spostate al prossimo appuntamento possibile. Se mi chiedete se il 2012 può essere però una data centrale vi rispondo che non lo so e che anche se lo fosse, per me è importante vivere il presente con quel “Vegliate” nel cuore e solo così, se mai lo fosse, anche nel 2012 sarei pronto all’appuntamento.

Concludendo condivido con voi, senza aggiungere niente di mio naturalmente, alcuni stralci di un brano folgorante di sant'Agostino che amo leggere nel mio tempo libero... E’ tratto dal «Commento sui salmi» (Sal 95, 14. 15; CCL 39, 1351-1353) e si lega molto bene a questo tema: «Allora si rallegreranno gli alberi della foresta davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra» (Sal 95,12-13). Venne una prima volta, e verrà ancora in futuro. Questa sua parola è risuonata prima nel vangelo: «D'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo» (Mt 26,64). Che significa: «D'ora innanzi»? Forse che il Signore deve venire già fin d'ora e non dopo, quando piangeranno tutti i popoli della terra? Effettivamente c'è una venuta che si verifica già ora, prima di quella, ed è attraverso i suoi annunziatori. Questa venuta ha riempito tutta la terra. Non poniamoci contro la prima venuta per non dover poi temere la seconda. Che cosa deve fare dunque il cristiano? Servirsi del mondo, non farsi schiavo del mondo. Che significa ciò? Vuol dire avere, ma come se non avesse. Così dice, infatti, l'Apostolo: «Del resto, o fratelli, il tempo ormai si è fatto breve: d'ora innanzi quelli che hanno moglie vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero; e quelli che godono, come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero, perché passa la scena di questo mondo. Io vorrei vedervi senza preoccupazioni» (1Cor 7,29-32). Chi è senza preoccupazione, aspetta tranquillo l'arrivo del suo Signore. Infatti che sorta di amore per Cristo sarebbe il temere che egli venga? Fratelli, non ci vergogniamo? Lo amiamo e temiamo che egli venga! Ma lo amiamo davvero o amiamo di più i nostri peccati? Ci si impone perentoriamente la scelta. Se vogliamo davvero amare colui che deve venire per punire i peccati, dobbiamo odiare cordialmente tutto il mondo del peccato. Lo vogliamo o no, egli verrà. Quindi non adesso; il che ovviamente non esclude che verrà. Verrà, e quando non lo aspetti. Se ti troverà pronto, non ti nuocerà il fatto di non averne conosciuto in anticipo il momento esatto. «E si rallegreranno tutti gli alberi della foresta». È venuto una prima volta, e poi tornerà a giudicare la terra. Troverà pieni di gioia coloro che alla sua prima venuta «hanno creduto che tornerà». «Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti» (Sal 95,13). Qual è questa giustizia e verità? Unirà a sé i suoi eletti perché lo affianchino nel tribunale del giudizio, ma separerà gli altri tra loro e li porrà alcuni alla destra, altri alla sinistra. Che cosa vi è di più giusto, di più vero, che non si aspettino misericordia dal giudice coloro che non vollero usare misericordia, prima che venisse il giudice? Coloro invece che hanno voluto usare misericordia, saranno giudicati con misericordia. Si dirà infatti a coloro che stanno alla destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo» (Mt 25,34). E ascrive loro a merito le opere di misericordia: «Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere» (Mt 25,35-40) con quel che segue. A quelli che stanno alla sinistra, poi, che cosa sarà rinfacciato? Che non vollero fare opere di misericordia. E dove andranno?: «Nel fuoco eterno» (Mt 25,41). Questa terribile sentenza susciterà in loro un pianto amaro. Ma che cosa dice il salmo? «Il giusto sarà sempre ricordato; non temerà annunzio di sventura» (Sal 111,6-7). Che cos'è questo «annunzio di sventura»? «Via da me nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25,41). Chi godrà per la buona sentenza non temerà quella di condanna. Questa è la giustizia, questa è la verità. O forse perché tu sei ingiusto, il giudice non sarà giusto? O forse perché tu sei bugiardo, la verità non dirà ciò che è vero? Ma se vuoi incontrare il giudice misericordioso, sii anche tu misericordioso prima che egli giunga. Perdona se qualcuno ti ha offeso, elargisci il superfluo. E da chi proviene quello che doni, se non da lui? Se tu dessi del tuo sarebbe un'elemosina, ma poiché dai del suo, non è che una restituzione! «Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto?» (1Cor 4,7). Queste sono le offerte più gradite a Dio: la misericordia, l'umiltà, la confessione, la pace, la carità. Sono queste le cose che dobbiamo portare con noi e allora attenderemo con sicurezza la venuta del giudice il quale «Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti» (Sal 95,13): renderà a ciascuno secondo le sue azioni.

mercoledì 18 novembre 2009

La Luce nella Notte: il nuovo striscione per i Cavalieri della Luce!!!

Abbiamo elaborato il nuovo formato grafico per La Luce nella Notte che chiunque può utilizzare. Approfittiamo dell'occasione per spiegare, a quanti ancora non la conoscessero, di che cosa si tratta...
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Per poter avere il file da stampare o per ordinare il nuovo striscione per "LLNN" contatta: lafra10@yahoo.it
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“Andate in cerca delle novantanove perdute!” Questo credo che ci direbbe oggi Gesù se si trovasse a riformulare la famosissima parabola della pecora perduta. Perché? E’ semplice: tutti noi cristiani ci occupiamo solamente o principalmente dell’unica pecora rimasta nell’ovile, noncuranti delle novantanove disperse. L’aspetto più drammatico è che solo ora si inizia ad intuire che sono le novantanove ad essere smarrite, ma si preferisce restar ad accudire l’unica pecora rimasta per la paura di lasciare le proprie sicurezze.

Chiara Amirante ha iniziato il suo viaggio nel mondo della strada pochi mesi prima di conseguire la laurea in Scienze Politiche, alla fine del 1989. Il 13 dicembre 1998, con l’aiuto di don Andrea Santoro, nella chiesa SS. Fabiano e Venanzio a Roma viene inaugurato il primo Centro d’evangelizzazione di strada: “Arcobaleno dell’amore” con una missione di 15 giorni a cui partecipano circa 200 giovani. Dopo questa prima missione di strada, molti Vescovi iniziano a invitare Nuovi Orizzonti per poter realizzare nel territorio della loro Diocesi esperienze simili, coinvolgendo le realtà ecclesiali presenti sul territorio e cercando di trasmettere questo nuovo stile pastorale. Si moltiplicano così le cosiddette Missioni di strada: settimane strutturate di evangelizzazione sulla strada. Si sono presto delineate differenti tipologie pastorali, come concerti d’evangelizzazione, evangelizzazione di spiaggia, missioni permanenti, micro-missioni… adattate alle diverse situazioni e realtà locali. L’obiettivo è quello di inventarsene di tutti i colori per annunciare Cristo.

Il laboratorio o scuola di evangelizzazione, che punta alla formazione dei missionari provenienti da tutta Italia, è stato sperimentato per la prima volta a Riccione nel 2003 e consolidato nel 2004, in occasione di due missioni d’evangelizzazione di strada e di spiaggia. Lì è nata e cresciuta ulteriormente l’attenzione all’animazione di piazza e di spiaggia e si è focalizzato l’impegno all’uso di un linguaggio comprensibile ai giovani d’oggi; inoltre si è evoluta, in modo particolarmente incisivo e più mirato, l’esperienza delle chiese aperte di notte, dove i giovani delle strade vengono invitati ad entrare per sperimentare che è possibile ed è stupendo incontrare personalmente l’amore di Dio nella preghiera, nell’adorazione eucaristica e nel Sacramento della Confessione. Proprio riguardo “La Luce nella Notte”, nata dal contributo di diverse realtà ecclesiali unite per evangelizzare insieme, è nata così come oggi è strutturata e si sta diffondendo nel mondo: con don Andrea Brugnoli, padre Pierre Aguilà, don Gianni Castorani si discuteva per il nome stesso tra “Luci nella Notte”, “Una Luce nella Notte”…

Giovanni Paolo II nel discorso di apertura della conferenza di Santo Domingo nel 1992 afferma che “la nuova evangelizzazione non consiste in un “nuovo vangelo”, non deve riguardare i contenuti, ma gli atteggiamenti, lo stile, lo sforzo, la programmazione, il metodo di apostolato, il linguaggio, che devono essere tali da rendere accessibile, penetrante, valida e profonda la risposta all’uomo di oggi, senza per nulla alterare o modificare il contenuto del messaggio evangelico”. Il Papa inoltre chiede unità nella Chiesa per questa conversione pastorale, affermando che “di fondamentale importanza per la nuova evangelizzazione è l'effettiva collaborazione tra le diverse vocazioni, i differenti ministeri, i vari apostolati e carismi suscitati dallo Spirito, sia quelli degli Istituti religiosi tradizionali, sia quelli sgorgati in tempi più recenti, grazie a nuovi movimenti e associazioni laicali”.

LA LUCE NELLA NOTTE

Le chiese della città che si trovano vicine ai luoghi di maggior frequenza giovanile restano aperte la notte per poter invitare quanti si contattano per le strade a fare un’esperienza viva e personale dell’amore misericordioso del Padre.

La Luce nella notte può esser fatta in una chiesa, in spiaggia, nel parcheggio d’un centro commerciale: ciò che conta è che ci sia il permesso dell’Ordinario del luogo (il Vescovo), che sia in un luogo di passaggio di molta gente o comunque raggiungibile a piedi, che all’interno del luogo di preghiera ci sia un clima di silenzio profondo in cui poter ascoltare la voce di Dio. Esistevano già esperienze simili avviate da varie comunità, in particolare dalla comunità dell'Emmanuel, ma così come oggi si sta diffondendo è stata il frutto dell’unità di diversi carismi nella missione di Riccione 2003.

Si tratta d’individuare una chiesa che sia collocata in un luogo di passaggio per poterla organizzare con lo scopo di avvicinare chi non entra mai in chiesa a pregare: rendere quindi l’ambiente accogliente e accattivante, cercare decorazioni sobrie ma vivaci, un’animazione liturgica e di preghiera comunitaria guidata, intermezzata da canti moderni e giovanili e da eventuali momenti di breve testimonianza. I missionari si dividono in gruppi diversi con compiti precisi: un gruppo anima la preghiera in chiesa con canti giovanili e preghiera spontanea; un gruppo sta all’ingresso della chiesa per accogliere i giovani che entrano e, spiegando l’iniziativa, accompagnarli fino alla presenza di Gesù Eucaristia. Tutti gli altri missionari sono impegnati a due a due, fuori dalla Chiesa, a ‘pescare’ i giovani e a ‘spingerli ad entrare’ (Cfr. Lc 14,23) testimoniando la propria gioia e l’amore di Dio Padre. Se il contesto è favorevole, si crea un evento di rilievo, come un concerto, che a fianco della chiesa, senza disturbare il silenzio della preghiera, faccia da punto di richiamo e lanci messaggi d’evangelizzazione.

Si accompagnano le persone in un percorso che parte dalla proposta di scrivere su un biglietto una preghiera, invitandole poi a riporla in un cestino ai piedi dell’ostensorio insieme ad una candela, offrendo la possibilità di pescare un biglietto da un altro cestino in cui sono poste delle “parole di vita” tratte dalla Bibbia (che crediamo saranno la risposta giusta per il fratello invitato a vivere quel gesto). Il percorso termina con l’invito delicato ad accostarsi ad uno dei sacerdoti, che sono sui lati della chiesa, percorso obbligatorio per l’uscita. Fuori dalla chiesa ci sono vari missionari, che invece si occupano dell’evangelizzazione di strada: in questo contesto sarà più che mai un invito a fare un’esperienza concreta di Dio, lanciando ai giovani delle sfide coraggiose, convinti che Dio risponderà. Può esser utile avvalersi di una catechesi preliminare per organizzare l’evento in modo preciso, oppure un vero itinerario formativo.

Particolarità:

è possibile coinvolgere diverse parrocchie del territorio ed invitare i parrocchiani a partecipare, affidando ad alcuni il ministero della preghiera per esser un’equipe di sostegno nella chiesa mentre altri sono per le strade a evangelizzare per portare i giovani da Gesù;

va preparata molto bene curando i dettagli.

Preparazione:

1. divisione in equipe:

evangelizzazione esterna

liturgia della soglia (accoglienza e accompagnamento)

equipe musica e canti

equipe liturgica (animazione della preghiera di lode e guarigione)

sacerdoti per le confessioni (adatti a giovani che da anni non tornano in chiesa)

altre equipe non strettamente necessarie da suddividere. Se si fosse in tanti, sarebbe bene dividersi i compiti in sottoequipe: equipe testimonianze (persone che facciano annunci brevi esperienziali-kerigmatici); tecnici del suono, ecc.

2. preparazione degli addobbi

3. preparazione degli eventuali volantini e locandine

4. preparazione dei bigliettini della Parola di Dio da pescare

5. preparazione dei lumini, delle penne e dei fogli per la preghiera

6. preparazione delle luminarie esterne per attirare l’attenzione e di uno striscione esterno molto evidente UNA LUCE NELLA NOTTE o simili (La Luce nella Notte, Luci nella Notte, ecc…)

“C’è più gioia in cielo per un peccatore che si converte che per novantanove giusti…” (Lc 15,17). C’è il grido di un popolo sterminato lontano da Dio, così bisogna vivere sempre perché possa esserci festa in Cielo! Vivere per i nostri fratelli nel peccato, cercarli, raggiungerli, accoglierli, amarli con lo stesso amore di Cristo, con una smisurata misura d’amore. Solo l’amore di Dio può strapparli dalla morte, solo questo l’amore può spezzare quelle terribili catene. Viviamo per la salvezza delle anime, viviamo per la maggior gloria di Dio, viviamo perché ci sia festa in Cielo!

(tratto da: BANZATO D., Evangelizzazione di strada, il progetto e l’esperienza di Nuovi Orizzonti, Roma 2006 IVed., Città Nuova).